sabato 16 marzo: PORTE APERTE al dojo Bodai

il dojo Bodai invita ad una giornata di

PORTE APERTE

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SABATO 16 MARZO

ore 18: aikido della Scuola Itsuo Tsuda

seduta aperta alla partecipazione

ore 19.30 proiezione video

conferenza di Règis Soavi Sensei sul katsugen undo

a seguire aperitivo

INGRESSO LIBERO

tenuta per l’aikido: kimono

possibilità di kimono in prestito

per info e prenotazioni: 334 8999061-  bodai@scuolaitsuotsuda.org

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Itsuo Tsuda, un conferenziere

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Negli anni 70 un giapponese stabilitosi a Parigi, Itsuo Tsuda, studioso del teatro No e dell’aikido, pubblicava un libro dal titolo Il Non-Fare (Le Non-Faire, Parigi 1973, ed.Courier du Livre).

Itsuo Tsuda amava definirsi un ‘philosophe’, nel senso francese del termine: un conferenziere. Questo primo libro è infatti un insieme di testi destinati inizialmente ai suoi allievi e alle persone che frequentavano le sue conferenze: Tsuda decise di renderli pubblici iniziando così un’opera di diffusione della filosofia da lui praticata.

Tentò un’operazione complessa: quella di riportare ad una platea europea la sua filosofia pratica nata dallo studio e dalla conoscenza di discipline giapponesi diverse. Si dedicò a qualcosa che non era mai stato fatto prima: parlare del ki, parola giapponese di cui non esiste traduzione nelle altre lingue, direttamente in francese, lingua che aveva imparato da adulto.

Nella prefazione de Il Non-Fare Itsuo Tsuda racconta:

« Dal giorno in cui ho avuto la rivelazione del « ki », del respiro (avevo allora più di quarant’anni), non ha smesso di crescere in me il desiderio di esprimere l’inesprimibile, di comunicare l’incomunicabile. Nel 1970, all’età di cinquantasei anni, lascio il mio lavoro di dipendente e mi lancio in un’avventura senza  garanzie nè promesse. Dopo aver percorso gli Stati Uniti, arrivo a Parigi.»

Itsuo Tsuda ha pubblicato nove libri in francese, tradotti in seguito anche in italiano dalla Luni Editrice: Il Non-Fare, La Via della Spoliazione, La Scienza del Particolare, Uno, Il Dialogo del Silenzio, Il Triangolo Instabile, Anche se non penso sono, La Via degli Dei, Di fronte alla Scienza.

Nel 2002 è stato pubblicato in italiano Cuore di Cielo Puro, una raccolta di testi inediti, trascrizioni di conferenze/interviste, e altri documenti su Itsuo Tsuda.

I libri di Itsuo Tsuda sono disponibili presso il dojo Bodai.

9-11 novembre: STAGE di Aikido e Katsugen Undo con Régis Soavi Sensei

Ai-97

9 – 11 novembre 2012

STAGE 

Aikido e Katsugen Undo

sedute e conferenze

tenute da Régis Soavi Sensei

Orari

Venerdì 9

ore 18.00 : iscrizioni

ore 18,30 : Aikido

 ore 20,00 : Conferenza e seduta di Katsugen Undo 

Sabato 10

ore 8,00  : Aikido

ore 10,00 : Conferenza e seduta di Katsugen Undo

 ore 18,30 : Ame no Ukihashi Ken (seduta di aikido con armi)

ore 20,00 : Conferenza e seduta di Katsugen Undo

Domenica 11

ore 8,00  : Aikido

ore 10,00 : Conferenza e seduta di Katsugen Undo

ore 12,00 : Piccola conferenza di fine stage

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Le sedute durano circa 1 ora e mezza

per l’aikido indossare il kimono (possibilità di kimono in prestito)

per il Katsugen Undo indossare abiti comodi

costo dello stage 120 euro

info e prenotazioni 334 8999061 – bodai@scuolaitsuotsuda.org

STAGE di introduzione al KATSUGEN UNDO

il Dojo Bodai di Roma organizza uno

STAGE di introduzione al KATSUGEN UNDO (Movimento Rigeneratore) 

condotto da Manola Di Pasquale

dal 12 al 14 ottobre  2012

ORARI

Venerdì 12 19.30 iscrizioni 20.00 seduta
Sabato 13 10.00 seduta 18.30 seduta
Domenica 14 10.00 seduta

Per la pratica del Katsugen Undo indossare abiti comodi

Costo dello stage 60 euro

Info e prenotazioni 334 8999061 – 345 1127600

che cos’è il Movimento Rigeneratore (Katsugen Undo)

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Bodai calligrafia del m. Tsuda

 Che cos’ è il Movimento Rigeneratore (Katsugen Undo)

Il movimento rigeneratore si pratica mediante la sospensione momentanea del sistema volontario. Non necessita di alcuna conoscenza, né tecnica. Al contrario, bisogna liberarsene.

La ricerca di una finalità preliminarmente determinata, non fa che ostacolare l’ evoluzione naturale del nostro essere.

Il principio che noi abbiamo formulato è dunque:

” SENZA CONOSCENZA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPO “.

Per chi vede il movimento rigeneratore per la prima volta, lo spettacolo è abbastanza sorprendente. Poiché si è abituati a movimenti più o meno controllati, intellettualizzati, perfino ricercati, un movimento che supera l’ambito volontario fa pensare alla malattia, alla follia o all’ipnosi; il movimento rigeneratore sembra prestarsi a simili interpretazioni.

La verità è tutt’altra. Durante il movimento , il conscio, invece di essere angosciato come quello di un malato, resta calmo e sereno.Invece di essere confuso come quello di un folle, resta lucido. Invece di essere imprigionato e limitato come quello di un ipnotizzato, resta libero.

Non si esegue il movimento rigeneratore. E’ esso che scatta, rispondendo al bisogno dell’organismo.

Dato che questo bisogno differisce da un individuo all’altro, e, nello stesso individuo da un momento all’altro, non può esservi nessun movimento uniformemente programmato. Per questa ragione, niente è tanto facile quanto deviare da ció che è naturale, aggiungendo degli   “ingredienti seducenti”.

Teoricamente, esistono due forme di movimento rigeneratore: una esiste di fatto in tutti gli individui, sotto forma di reazioni naturali dell’organismo, come lo sbadiglio, lo starnuto, l’agitazione durante il sonno, ecc.; l’altra, la cui formula è stata messa a punto mezzo secolo fa dal Maestro Haruchika Noguchi. E’ quest’ultima forma che noi pratichiamo alla nostra Scuola.

Per iniziarsi al movimento è auspicabile attendere che si sia raggiunto un certo grado di maturità mentale e che tutte le soluzioni proposte siano rimesse in questione. Non bisogna imporlo a nessuno, nemmeno alla vostra famiglia, né in un momento qualsiasi. E’ essenziale che il desiderio per un ritorno alla naturalezza germini dentro di sé.

Non si strappano i frutti prima che siano maturi.

Il movimento non costituisce un apporto esterno. Esso traccia il cammino per la scoperta di sé in profondità. Questo cammino non è in linea retta verso il paradiso, è tortuoso.

Sta ad ognuno, alla sua responsabilità, trovare la propria unità d’essere.

Man mano che il corpo si sensibilizza, può prodursi il risveglio di sensazioni perturbanti, il che scoraggia le persone che non hanno una buona comprensione di partenza.

Il movimento , dopo aver raggiunto intensità molto marcate, si calma gradualmente. Diventa più sottile. La respirazione si approfondisce. Il movimento finisce per coincidere con il movimento nella vita quotidiana, divenuto quest’ultimo, talmente naturale che non ci sarà più bisogno di fare qualcosa di speciale. Il terreno sarà allora normalizzato.

Questa normalizzazione non è semplicemente fisica, ma anche psichica. Una nuova prospettiva si crea man mano che si sviluppa l’attitudine alla fusione di sensibilità che permea i nostri rapporti umani e le nostre reazioni all’ambiente circostante.

Se questa fusione amplia l’apertura del nostro spirito, si raggiungerà la condizione del non-corpo e del non-mentale.

E’ allora che si scoprirà che l’uomo è fondamentalmente LIBERO.

 ITSUO TSUDA